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Comunicato stampaPubblicato il 27 aprile 2025

Rapporto di analisi 2024: episodi di razzismo trattati nell’attività di consulenza

Nel 2024, la Rete di consulenza per le vittime del razzismo ha censito e analizzato un totale di 1211 episodi di discriminazione razziale. Si tratta di 335 in più rispetto all’anno precedente, pari a un aumento di circa il 40 per cento. La maggior parte degli episodi si è verificata nel settore della formazione, sul posto di lavoro e nello spazio pubblico. Per lo più si è trattato di xenofobia o di razzismo nei confronti delle persone nere. Inoltre, è stato registrato un aumento significativo degli episodi di razzismo antimusulmano, mentre l’antisemitismo è rimasto a un livello elevato.

Negli ultimi anni, il numero di episodi trattati dalla Rete di consulenza per le vittime del razzismo non ha smesso di crescere, ma il forte aumento registrato nel 2024 è particolarmente degno di nota. Ciò è dovuto a diversi fattori. Da un lato, entrano in gioco sia la polarizzazione del dibattito pubblico sia l’evoluzione della situazione geopolitica. Dall’altro, questo aumento costante è anche dovuto al fatto che l’offerta dei servizi di consulenza sta diventando sempre più conosciuta e che le persone interessate da discriminazioni razziali si rivolgono più rapidamente a questi servizi per chiedere aiuto.

Anche quest’anno, la maggior parte dei casi segnalati proviene dal settore della formazione, soprattutto dalla scuola dell’obbligo (complessivamente il 19 % di tutti i casi di consulenza). È il caso, per esempio, di una mamma che ha chiesto aiuto perché suo figlio veniva emarginato in classe e a scuola venivano mostrati simboli di estrema destra e si faceva il saluto nazista. Grazie al supporto del servizio di consulenza, il personale docente e quello di assistenza sociale scolastica hanno reagito e adottato misure concrete. Il fatto che bambini e adolescenti siano vittime di discriminazione a scuola evidenzia l’importanza sia di un lavoro di sensibilizzazione più approfondito tra gli allievi sia di una formazione continua e della messa a disposizione di strumenti di prevenzione e intervento a tutto il personale docente. La scuola deve essere un posto sicuro per tutte le persone.

I moventi di discriminazione più frequenti continuano a essere la xenofobia con 426 segnalazioni (35 % di tutti i casi) e il razzismo nei confronti delle persone nere con 368 segnalazioni (30 % di tutti i casi). Casi di xenofobia sono stati descritti soprattutto in relazione al posto di lavoro, mentre il razzismo nei confronti delle persone nere è stato segnalato soprattutto nell’ambito della scuola dell’obbligo. L’aumento più marcato rispetto all’anno precedente si è registrato per il razzismo antimusulmano, con 209 casi, pari al 17 per cento del totale. L’antisemitismo è rimasto a un livello elevato, con 66 casi.

Gli episodi di razzismo causano molta sofferenza in chi li subisce e, nei casi peggiori, possono avere gravi ripercussioni sulla salute. Provocano inoltre una perdita di fiducia nelle istituzioni e nei confronti del prossimo. Il razzismo rappresenta quindi una minaccia per la coesione sociale e deve essere riconosciuto e combattuto dalla società nel suo insieme. Gli episodi di razzismo devono essere presi sul serio e analizzati al fine di sviluppare e attuare misure per tutte le istituzioni e in tutti gli ambiti della vita.

Il rapporto è disponibile in tedesco, francese e italiano su www.network-racism.ch e può essere ordinato presso: Rete di consulenza per le vittime del razzismo, tel. 031 302 01 61, beratungsnetz@humanrights.ch.

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