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Pubblicato il 31 agosto 2026

Salvaguardare la clausola per casi di rigore: esame dei singoli casi

La proposta d’iniziativa parlamentare 23.443 intende limitare la clausola per casi di rigore in materia di espulsioni obbligatorie dal territorio svizzero. In futuro, per determinati reati, i tribunali non potrebbero più tenere conto, a favore della persona condannata, della mancanza di legami con il proprio Stato d’origine. Sarebbero interessate anche persone nate e cresciute in Svizzera che hanno pochi legami con lo Stato d’origine dei loro genitori e nonni.

La CFM respinge questa modifica. La clausola per casi di rigore è uno strumento importante dello Stato di diritto. Già oggi un tribunale può rinunciare a ordinare un’espulsione dal territorio svizzero soltanto se il caso personale di rigore prevale sull’interesse pubblico. Non esistono dati affidabili che indichino che i tribunali applichino troppo spesso la clausola per casi di rigore a causa della mancanza di legami con lo Stato d’origine.

La limitazione prevista è problematica sotto il profilo del diritto costituzionale e del diritto internazionale. Il principio di proporzionalità impone che, in ogni singolo caso, siano esaminate le circostanze concrete. Anche secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo, nell’ambito di questa valutazione devono essere tenuti in considerazione i legami sociali, culturali e familiari con la Svizzera e con lo Stato di destinazione.

La CFM chiede pertanto di rinunciare alla modifica. In caso di espulsione dal territorio svizzero, tutte le circostanze rilevanti devono continuare a essere esaminate caso per caso.