Migrazione irregolare

La migrazione irregolare ha le sue origini nella domanda di manodopera combinata al desiderio dei migranti di migliorare le loro condizioni vitali e quelle dei loro familiari. Come altri Paesi d’immigrazione, anche la Svizzera pratica un’ammissione selettiva e tenta di porre freno all’immigrazione incontrollata. Per combattere l’immigrazione indesiderata sono state sviluppate diverse misure di controllo che vanno dalla prevenzione della migrazione e dalle limitazioni dell’ammissione fino ai controlli all’interno del territorio nazionale.

Sviluppi della politica migratoria

La migrazione irregolare è intimamente legata agli sviluppi della politica migratoria. La libera circolazione delle persone con l’UE, da un lato, e la migrazione di personale altamente qualificato proveniente da Stati terzi, dall’altro, hanno confermato la Svizzera – e altri Stati europei – nel suo sistema d’ammissione binario. L’accordo sulla libera circolazione delle persone, vigente dal 1° giugno 2002, offre ai cittadini dell’UE/AELS un’ampia libertà di movimento. L’ammissione di manodopera proveniente da Stati terzi è invece tuttora limitata al personale altamente qualificato e alle persone che entrano in virtù del ricongiungimento familiare. Nei confronti dei cittadini di Stati terzi sono state adottate diverse misure politiche volte a controllare l’immigrazione e a limitare la migrazione irregolare.

Tra le conseguenze dell’adesione della Svizzera a Schengen vi è la sostituzione dei controlli di confine mediante controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen nonché all’interno del Paese. Se da un lato è diventato più facile spostarsi all’interno dello spazio Schengen, sono però aumentati i controlli sulle persone in prossimità della frontiera. Anche la legge sulla lotta al lavoro nero genera un numero maggiore di controlli all’interno del Paese. Negli ultimi anni si osserva altresì un’intensificazione generale dello scambio di dati e d’informazioni tra diverse autorità.

Altro importante sviluppo della politica d’asilo, il blocco dell’aiuto sociale per i richiedenti l’asilo oggetto di una NEM (dal 2004) o di una decisione d’asilo negativa (dal 2008) limita a un semplice soccorso d’emergenza il sostegno offerto a queste persone. Gli interessati sono registrati presso le autorità ma non possiedono uno statuto di soggiorno legale e sono pertanto considerati «sans-papiers». Il numero di «sans-papiers» che beneficiano del soccorso d’emergenza è in aumento (persone oggetto di una decisione negativa, persone oggetto di una NEM, anche in procedura Dublino e nonostante sia impossibile il trasferimento verso lo Stato di primo asilo). Spesso le famiglie percepiscono il soccorso d’emergenza per un lasso di tempo protratto.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 15.06.2018