Accesso all’apprendistato

I giovani sans-papiers possono frequentare il liceo e l’università senza bisogno di un per-messo, ma non hanno accesso diretto a un apprendistato. Per stipulare il contratto d’apprendistato devono produrre un permesso di lavoro e quindi anche un permesso di di-mora. L’idea di consentire ai giovani sans-papier di accedere anche all’apprendistato è politicamente riconosciuta. Dal 1° febbraio 2013 essi hanno pertanto la possibilità di sollecitare un permesso di dimora a tempo determinato per la durata dell’apprendistato.

Stando alle stime degli esperti, ogni anno potrebbero accedere a un apprendistato qualcosa come 200-400 giovani sans-papiers. Ora, dall’entrata in vigore della nuova disposizione esecutiva, la Segreteria di Stato della migrazione ha ottenuto solo circa 34 domande. Dal divario tra le richieste potenziali e quelle effettivamente depositate emerge che per i giovani sans-papiers desiderosi di accedere a un apprendistato sussistono ostacoli insormontabili e che occorre pertanto una nuova soluzione.

Per consentire ai giovani sans-papiers di sollecitare un permesso di dimora a tempo determinato per la durata dell’apprendistato devono essere soddisfatte tutte le condizioni seguenti conformemente all’articolo 30a OASA:

  • il giovane ha frequentato almeno cinque anni di scuola in Svizzera;
  • la domanda è inoltrata entro 12 mesi dal termine della scuola;
  • sussiste la domanda di un datore di lavoro intenzionato ad assumere il giovane;
  • il giovane è ben integrato e osserva l’ordine giuridico;
  • il giovane rivela la propria identità.

Il permesso è rilasciato solo se sono soddisfatte tutte le condizioni summenzionate. Pertanto, prima di presentare la domanda vale la pena verificare con cura se tale è il caso. Non sussiste un diritto al rilascio del permesso. Il rigetto della domanda può implicare l’allontanamento del giovane e della sua famiglia. È un rischio di cui si deve essere consapevoli.

In linea di principio, meglio si è integrati, minore è il rischio che la domanda sia respinta.

A questo punto interviene la ricerca di un posto d’apprendistato. Non tutti i datori di lavoro conoscono le nuove prescrizioni, per cui i giovani sono invitati a informarne i potenziali datori di lavoro.

Occorre mettersi molto presto alla ricerca di un posto d’apprendistato, giacché la procedura dura di norma un paio di mesi.
Il datore di lavoro invia una domanda al Cantone, precisando che è disposto ad assumere l’interessato xy in qualità di apprendista.

Il richiedente o la richiedente deve inoltre presentare una domanda di permesso di dimora al competente servizio cantonale. 
Elenco dei servizi cantonali competenti

Se il servizio cantonale emana una decisione positiva, la domanda è inoltrata all’Ufficio federale della migrazione, che rilascia un cosiddetto permesso per casi personali particolarmente gravi.

Se il servizio cantonale emana una decisione negativa, è possibile impugnarla dinanzi alla competente autorità di ricorso cantonale. Se la decisione negativa è confermata, non vi è altro rimedio. Se invece il ricorso è accolto, la domanda è inoltrata alla Confederazione.

I datori di lavoro che desiderano assumere un giovane privo di un permesso di soggiorno non sono più punibili, bensì possono annoverare in tutta legittimità questi giovani tra i candidati per un posto d’apprendistato.

Il datore di lavoro è chiamato a discutere a fondo con il giovane la possibilità di sollecitare un permesso per casi personali particolarmente gravi. Se possibile è bene parlarne anche con i familiari, giacché la cosa comporta dei rischi per ciascun membro della famiglia ed è bene che ognuno possa decidere con cognizione di causa se assumere o no tale rischio.

Il datore di lavoro è chiamato ad appoggiare il giovane nella presentazione della domanda.

Infine, il datore di lavoro deve attendersi a tempi d’attesa piuttosto lunghi per l'emanazione della decisione. Durante l’attesa, il posto d’apprendistato deve restare aperto.

Posizione della CFM

La CFM ha sovente ribadito che a determinate condizioni i giovani «sans-papier» dovrebbero poter svolgere un apprendistato. Il focus è posto sulle pari opportunità per i giovani e giovani adulti di accedere a una formazione. La CFM ritiene pertanto che l’articolo 30a dell’ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa (OASA) vada riveduto.

La CFM rammenta che il 24 febbraio 1997 la Svizzera ha ratificato la Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo, la quale sancisce il diritto all’educazione e alla formazione. In virtù della Convenzione gli Stati devono consentire ai bambini e ai giovani di accedere a una formazione a prescindere dal loro statuto di soggiorno.

Contestualmente alla concretizzazione di questo diritto occorre offrire ai bambini e ai giovani la possibilità di sviluppare i propri potenziali, accrescere le proprie competenze individuali, sociali e professionali e costruirsi prospettive per il futuro. Per avvicinarsi ulteriormente a questo obiettivo la CFM propone di prorogare il permesso dei giovani adulti che hanno portato a termine con successo la formazione di base senza che debbano presentare una domanda per gravi motivi personali.

La CFM è persuasa che la formazione professionale di base possa produrre gli effetti migliori se durante questo periodo i giovani allievi possono vivere in un ambiente familiare stabile. Propone pertanto che durante la formazione professionale di base i genitori e i fratelli e le sorelle di questi giovani ottengano un permesso di soggiorno. Durante questo lasso di tempo i familiari potranno peraltro presentare una domanda di permesso per grave rigore personale conformemente all’articolo 31 OASA. Se soddisfano le pertinenti condizioni otterranno un permesso autonomo, in caso contrario saranno poi tenuti a lasciare la Svizzera.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 06.07.2018