Politica di asilo europea

Per via della sua posizione geografica, la partecipazione svizzera al sistema Dublino ha l’effetto di ridurre il numero di domande di asilo presentate in Svizzera con conseguente alleggerimento del sistema nazionale di asilo; ma richiede allo stesso tempo il suo impegno attivo per una cooperazione solidale tra gli Stati membri del sistema Dublino.

Il sistema Dublino prevede che lo Stato Dublino, attraverso il quale un richiedente asilo accede per primo nello spazio Dublino, è responsabile di verificare la domanda di asilo. In questo modo si intende da un lato garantire il corretto esame delle domande di asilo e dall’altro lato impedire che le domande di asilo debbano essere sottoposte a una procedura di asilo in più di uno Stato Dublino. Il funzionamento di questo sistema necessita che i singoli sistemi di asilo nazionali soddisfino lo standard minimo predefinito per la valutazione di una domanda di asilo. Inoltre il sistema presuppone che i paesi di primo ingresso registrino i richiedenti asilo e che questi vengano sostenuti dagli altri Stati Dublino nella gestione – conformemente alla ripartizione solidale degli oneri – di un gran numero di domande di asilo.

La forte crescita di richiedenti asilo in Europa nel 2019 ha fatto sì che il sistema Dublino sia stato in pratica abolito. I paesi di primo ingresso non riuscivano praticamente più a gestire l’afflusso di richiedenti asilo. Hanno in parte rinunciato alla loro registrazione e in considerazione della tesa situazione politica e finanziaria non sono neppure stati sempre in grado di creare per loro condizioni dignitose. Di conseguenza la Svizzera non ha più potuto inviare sistematicamente i richiedenti asilo nei paesi di primo ingresso. La costruzione di recinzioni alle frontiere esterne nonché la reintroduzione di controlli ai confini interni ha messo ulteriormente a dura prova la cooperazione europea in materia di asilo e migrazione.

Finora lo standard minimo per l’esame delle domande di asilo non è stato applicato in modo capillare; altrettanto difficile da applicare a livello politico è un’equa ripartizione degli oneri tra Stati Dublino. La proposta di alcuni Stati dell’UE e della Svizzera di suddividere i richiedenti asilo secondo un criterio di ripartizione tra i singoli Stati membri, trova scarso sostegno. Troppo grande è il timore di alcuni Stati membri di dover accogliere un maggio numero di richiedenti asilo. L’impegno della politica europea della Svizzera in materia di asilo riguarda pertanto in particolare la solidarietà e la cooperazione in Europa. Ad esempio, con un contributo finanziario a determinati Stati membri dell’UE per progetti infrastrutturali nell’ambito della protezione delle frontiere oppure tramite uno speciale credito quadro per la promozione di progetti in materia di asilo e rimpatrio. Dal 2016 la Svizzera partecipa anche all’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) che sostiene gli Stati con sistemi di asilo sottoposti a forti pressioni tramite coordinamento e promozione della cooperazione intergovernativa in materia di asilo.

Ultima modifica 09.12.2020

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