La Svizzera nel mondo

Gli Stati decidono sovranamente come regolamentare la migrazione sul loro territorio (domaine réservé). La Svizzera dipende pertanto dalla volontà di altri Stati nel collaborare con essa in un determinato ambito migratorio. Mentre i paesi d’origine sono principalmente interessati a percorsi migratori regolari e i paesi di transito sono prevalentemente interessati allo sgravio della loro infrastruttura, i paesi di accoglienza hanno spesso interesse a stipulare accordi di rimpatrio e a contenere la migrazione irregolare. La politica migratoria estera cerca di trovare un equilibrio tra gli svariati interessi in materia di politica migratoria degli Stati.

La politica migratoria estera della Svizzera comprende sia una cooperazione migratoria multilaterale che bilaterale. In ambito multilaterale è impegnata in organizzazioni, gruppi e forum multilaterali dove insieme ad altri Stati sviluppa prospettive e approcci risolutivi in materia di politica migratoria. In ambito bilaterale stipula con un paese d’origine o con un paese di transito accordi mirati che regolamentano una concreta cooperazione internazionale in ambito migratorio.

Come base per le attività di politica estera della Svizzera nell’ambito della migrazione, fa riferimento alla relazione del Consiglio federale sulla cooperazione internazionale (2011). La relazione contiene tre principi che devono essere alla base della politica migratoria estera:

  • Approccio unitario: la migrazione va considerata come un fenomeno globale che comporta sia sfide che opportunità.
  • Approccio collaborativo: le sfide e le opportunità vengono affrontate in collaborazione con i paesi d’origine, di transito e di accoglienza.
  • Approccio whole-of-government: la politica migratoria estera viene affrontata con un coerente impiego degli strumenti di politica estera e di politica interna nonché in stretta collaborazione interdipartimentale.

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Ultima modifica 10.02.2021

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