Dibattiti d'attualità

Integrazione – non uno strumento di misurazione ma un compito di tutti!

Società pluralistica composta da diversi gruppi di persone con differenti esperienze, interessi, risorse e competenze: da oltre un secolo la Svizzera è un Paese d’immigrazione. La Svizzera, già da lungo tem­po patria di persone di diversa provenienza, ha sempre saputo gestire queste differenze. Sia le diverse componenti della società e le sue istituzioni sia le singole persone – che vi risiedano da molto tempo o vi siano immigrate – contribuiscono alla coesione sociale. L’integrazione è un processo al quale partecipano tutti quanti.

Nelle sue raccomandazioni la Commissione federale della migrazione CFM sottolinea che l’integrazione va vista come un processo che ingloba tutta la società. Contraria a ridurla a mero strumento di misurazione, la CFM intende ravvivare e sviluppare una comprensione dell’integrazione quale compito che va assunto da tutta la società – nelle discussioni pubbliche, nella politica, nelle istituzioni private e pubbliche, tra cittadini svizzeri e immigrati.

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L’integrazione alla deriva: Revisione dell’OIntS e dell’OASA

L’ordinanza sull’integrazione degli stranieri (OIntS) e l’ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa (OASA) specificano le disposizioni della legge federale sugli stranieri e sull’integrazione, approvata dal Parlamento nel dicembre del 2016. La revisione di queste due ordinanze completa un cambiamento paradigmatico in atto da alcuni anni e caratterizzato da una codificazione crescente della nozione d’integrazione. La Commissione federale della migrazione CFM è fondamentalmente scettica di fronte a questo sviluppo, che oblitera la dimensione sociale e globale dell’integrazione riducendola al mero colmataggio di deficit integrativi individuali. Nella sua presa di posizione la CFM analizza i punti forti e quelli deboli delle modifiche proposte.

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Integrazione e cittadinanza: criteri troppo vaghi

Nel 2014 le Camere hanno adottato una nuova legge sulla cittadinanza che, sotto vari punti di vista, rende più difficile ottenere la naturalizzazione. Nel 2015, per la prima volta la legge sulla cittadinanza ottiene un’ordinanza d’esecuzione, la quale concretizza tra le altre cose i requisiti in tema di integrazione. Secondo la Commissione federale della migrazione CFM, tuttavia, i criteri sono formulati in termini decisamente troppo vaghi. I richiedenti la naturalizzazione non sono sufficientemente tutelati contro la discriminazione. La nuova ordinanza sulla cittadinanza spreca una nuova occasione per mettere in campo una procedura di naturalizzazione lineare, trasparente e professionale.

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Asilo: Offrire prospettive di lungo respiro

La concessione dell’asilo o dell’ammissione provvisoria implica una permanenza di media o lunga durata in Svizzera. In questo contesto è pertanto importante offrire anche prospettive di lungo periodo. Grazie all’accesso a una formazione e al mercato del lavoro i rifugiati riconosciuti e le persone ammesse provvisoriamente devono poter beneficiare quanto prima di un sostegno integrativo. La promozione dell’integrazione da parte della Confederazione, dei Cantoni e delle Città fornisce un contributo importante in tal senso. Sebbene esistano già molti corsi linguistici e integrativi, formazioni speciali, avviamenti professionali e pretirocini nonché Case Management per l’integrazione sul posto di lavoro, quest’offerta va ampliata ulteriormente.

Gli ostacoli all’integrazione, ancor oggi presenti, dovrebbero essere eliminati. Le raccomandazioni della CFM del 2014 prevedono l’introduzione di uno statuto di protezione complementare che abolisca al tempo stesso l’ammissione provvisoria. Ciò offrirebbe alle persone ammesse provvisoriamente un accesso più rapido alle misure integrative.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 17.12.2018