Integrazione

Promuovere l’integrazione

L’integrazione dei richiedenti l’asilo è spesso difficile; in molti casi queste persone non parlano infatti nessuna delle lingue nazionali, hanno conoscenze piuttosto scarse della Svizzera e non hanno contatti sociali locali; l’accesso al lavoro o a una formazione è inoltre ostacolato da diverse barriere. Pertanto, circa il 30% delle persone del settore dell‘asilo soffre di disturbi post traumatici da stress. Promuovere la loro integrazione è quindi particolarmente importante e ciò può essere fatto, per esempio, con corsi di lingua o servizi di sostegno per l’inserimento nel mercato del lavoro, per l’accesso alla formazione o per la creazione di una rete sociale.

Accesso ai servizi d’integrazione

Lo statuto di soggiorno di una persona ne determina l’appartenenza al gruppo target della politica d’integrazione e, di conseguenza, il diritto a fruire dei servizi d’integrazione. Tale diritto è concesso a chi è stato riconosciuto lo statuto di rifugiato e a chi è stato ammesso provvisoriamente, ma non ai richiedenti l’asilo la cui domanda è ancora pendente. Le persone ammesse provvisoriamente sono state incluse nella cerchia dei beneficiari soltanto nel 2008, ossia dopo che si è appurato che molte di esse rimangono a lungo in Svizzera e necessitano pertanto di maggiori diritti e risorse. All’inizio di gennaio 2018 sono stati abbattuti ulteriori ostacoli sul fronte dell‘integrazione ed è stato abolito il contributo speciale prelevato sul reddito da lavoro per le persone con ammissione provvisoria e i richiedenti l’asilo. Presumibilmente nell‘estate 2018 il permesso di soggiorno dovrà essere sostituito da un obbligo di notifica.

Nonostante l’abbattimento di ostacoli, l‘integrazione di persone con ammissione provvisoria avviene spesso con difficoltà. Già la definizione stessa di «ammissione provvisoria» spaventa i datori di lavoro, ostacola l’accesso alla formazione oppure la ricerca di un’abitazione. Dal punto di vista della CFM serve inoltre una politica chiaramente definita che apra delle prospettive anche alle persone ammesse provvisoriamente. Le persone non devono essere tenute in una condizione di incertezza che logora, fa ammalare, compromette notevolmente le opportunità di lavoro e si ripercuote sulle generazioni future. La CFM si impegna anche affinché l’integrazione sia consentita al più presto ovvero sin dal primo giorno per tutte le persone del settore dell‘asilo. In una prima fase del soggiorno, soprattutto nel caso di rifugiati e persone con ammissione provvisoria, ma anche di richiedenti l’asilo, devono essere create delle offerte in cui l’acquisizione della lingua e le prime esperienze lavorative vadano di pari passo.

Alcune delle richieste della CFM saranno implementate in futuro nell’ambito dell’agenda di integrazione di Confederazione e Cantoni. Alla fine di aprile 2018 Confederazione e Cantoni hanno deciso di creare condizioni migliori affinché i rifugiati e le persone con ammissione provvisoria possano diventare presto parte della nostra società e accedere al mondo del lavoro. Per garantire il finanziamento di queste misure di promozione è stata aumentata la somma forfetaria di integrazione una tantum della Confederazione per i Cantoni passando da CHF 6000 a CHF 18 000 a persona.

La CFM accoglie con favore il rafforzamento delle misure di integrazione e l’aumento della somma forfettaria a favore della migrazione.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 11.10.2018