Riforme attuali nel settore dell'asilo

Informazioni, CFM, 21.05.2013

La Commissione federale della migrazione è favorevole a una velocizzazione delle procedure d’asilo. Si oppone all’esclusione dall’asilo di chi ha rifiutato di prestare servizio militare. Chiede al Legislatore alternative alla possibilità di presentare domande d’asilo presso le ambasciate. Ritiene che vada ridefinito l’istituto dell’ammissione provvisoria.

La Commissione della migrazione CFM si è chinata sulle diverse riforme in atto nel settore dell’asilo. Il filo conduttore della sua analisi è il principio secondo cui la Svizzera concede protezione a rifugiati, perseguitati e sfollati. La concessione della protezione è sempre una priorità assoluta e non dev’essere messa a repentaglio da nessun provvedimento, definitivo o temporaneo che sia.

La CFM plaude agli sforzi per velocizzare significativamente le procedure d’asilo. Ciò è nell’interesse di tutti: Stato, richiedenti l’asilo e popolazione. Approva l’idea di sottoporre la nuova procedura a una fase di test, tuttavia ritiene che la pertinente ordinanza dovrebbe contenere indicazioni ancora più precise circa la valutazione delle fasi di test e velocizzare al tempo stesso la procedura di ricorso. La CFM pone tuttavia quale condizione imprescindibile che i richiedenti fruiscano di una tutela giurisdizionale professionale, indipendente e gratuita.

La durata massima prevista per il soggiorno presso i nuovi Centri della Confederazione è di 140 giorni, per consentire di portare a termine la maggior parte delle procedure. I centri odierni non sono concepiti per una durata del soggiorno così protratta. Ne consegue la necessità di adeguamenti edili e organizzativi urgenti: un’offerta di programmi d’occupazione per tutti e spazi riservati alle famiglie e alle persone vulnerabili. Occorre prestare particolare attenzione all’introduzione dell’insegnamento scolastico.

Se si decide di alloggiare i richiedenti scomodi o «recalcitranti» in centri speciali, occorre definire in maniera chiara e trasparente anche le condizioni d’attribuzione a tali centri e di dimissione dagli stessi, nonché il regolamento interno dei centri.

Alternativa alle domande d’asilo presso le ambasciate e riassetto dell’ammissione provvisoria

Vi sono altre due riforme esulanti dalla procedura accelerata, dichiarate urgenti dal Parlamento nel 2012 e che sarebbero potute essere trattate nell’ambito dell’imminente riassetto del settore dell’asilo: la soppressione delle domande d’asilo presso le ambasciate e l’esclusione dalla qualità di rifugiato delle persone che hanno rifiutato di prestare servizio militare o che hanno disertato. La CFM disapprova questi due cambiamenti. La possibilità di presentare una domanda d’asilo presso un’ambasciata svizzera favorisce la protezione dei perseguitati. Negli ultimi anni, parecchie centinaia di persone hanno potuto così essere ammesse ogni anno per vie sicure quali rifugiati. Si può prevedere che la Svizzera seguirà l’esempio di tutti gli altri Stati, abolendo a sua volta questa possibilità. In compenso, la CFM chiede tre misure sostitutive: migliori condizioni per l’ottenimento del visto umanitario, anche per le persone che si trovano in uno Stato di transito, la reintroduzione di un programma di ammissione di gruppi di rifugiati in collaborazione con l’UNHCR e un potenziamento dell’aiuto sul posto.

La CFM disapprova un complemento alla nozione di rifugiato, secondo il quale le persone che hanno rifiutato di prestare servizio militare o hanno disertato siano escluse dall’asilo. La legge sull’asilo contiene una definizione della nozione di rifugiato applicabile in tutti i casi. La CFM mette in guardia contro l’introduzione a livello di legge di nuove definizioni che escludono dalla qualità di rifugiato determinati gruppi di richiedenti. In tutti i casi va ossequiata la convenzione sullo status di rifugiato del 1951. Pertanto, occorre concedere una protezione temporanea alle persone che hanno rifiutato di prestare servizio militare, ammettendole provvisoriamente a dimorare in Svizzera. La CFM propone pertanto di integrare nella prevista revisione della legge sull’asilo anche un riassetto dell’ammissione provvisoria, che conferisca maggiore importanza alla concessione della protezione. Ciò consentirebbe di facilitare l’integrazione delle persone che, in virtù di questo istituto, soggiornano a lungo in Svizzera.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 21.05.2013