L’iniziativa per l’autodeterminazione indebolisce i diritti fondamentali

Posizione sull’iniziativa "Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (Iniziativa per l’autodeterminazione)"

Comunicati, CFM, 25.10.2018

In Svizzera, l’iniziativa per l’autodeterminazione indebolisce i diritti umani internazionali e priva il Paese della possibilità di presentare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU). Mette inoltre a repentaglio la certezza del diritto nelle relazioni internazionali e compromette la credibilità della Svizzera quale partner contrattuale affidabile. Tutto ciò ha conseguenze di vasta portata, soprattutto per un Paese piccolo come la Svizzera.

I diritti umani – per esempio il diritto alla vita, alla libertà, alla sfera privata, alla libertà di credo e di coscienza, di opinione e di riunione e alla protezione contro la discriminazione – sono una prerogativa di ogni individuo. La Convenzione europea sui diritti dell’uomo (CEDU) è garante di questi diritti fondamentali e quindi anche della pace e della sicurezza in Europa. Per assicurare il rispetto degli standard minimi relativi ai diritti umani in tutta Europa, il Consiglio d’Europa – di cui fa parte anche la Svizzera, oltre ad altri 46 Paesi – ha creato la Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU). In questo organo internazionale operano quindi anche giudici svizzeri in difesa dei diritti umani. L’iniziativa per l’autodeterminazione costringerebbe la Svizzera a ignorare la CEDU (e le sentenze della Corte EDU) o addirittura a ritirarsi dal Consiglio d’Europa. Oltre alla Bielorussia, la Svizzera sarebbe l’unico Stato europeo a privare i suoi cittadini della protezione della CEDU.

In Svizzera, i diritti umani sono sanciti come diritti fondamentali nella Costituzione, che può tuttavia essere modificata in qualsiasi momento con la maggioranza del Popolo e dei Cantoni. Il Parlamento, inoltre, può anche introdurre leggi che violano i diritti umani. Per questo è ancora più importante proteggere a livello internazionale i diritti fondamentali, affinché le libertà individuali e la protezione contro la discriminazione siano garantite in ogni circostanza, anche nei confronti del proprio Stato.

Regole universali contro la legge del più forte

Per gli Stati più piccoli, come la Svizzera, le regole universali, valide per tutti gli Stati, sono molto importanti. Ratificando un trattato di diritto internazionale, gli Stati parte si impegnano volontariamente e sovranamente a seguire le regole stabilite nel trattato. Questo rende il mondo degli Stati più prevedibile, mentre in un mondo di Stati senza diritto internazionale prevarrebbe la legge del più forte. Secondo l’iniziativa in oggetto la Svizzera dovrebbe rinegoziare e, se necessario, denunciare i trattati internazionali in contrasto con la Costituzione. In tal modo si mette a repentaglio la stabilità e l’affidabilità della Svizzera e si compromette il sistema internazionale da cui la Svizzera dipende.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 25.10.2018

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