Storie di migrazione e appartenenze

Comunicati, CFM, 09.03.2017

Berna. Il numero di persone con un passato migratorio aumenta di continuo. Che implicazioni ha questo fenomeno per una società e come viene affrontato? Come si collocano le persone, con o senza esperienze migratorie? Quanto conta poter chiamare un luogo «casa mia», la «mia patria»? La Commissione federale della migrazione CFM affronta queste domande nel nuovo numero di terra cognita.

Oggigiorno nulla sembra riuscire a smuovere gli animi della gente tanto quanto le questioni di appartenenza. A quanto pare, il fatto che il mondo sia ormai diventato un villaggio induce molti a volersi assicurare di essere «a casa» ovunque o di appartenere a un «gruppo», in alcuni casi anche a un «popolo». I ritratti, le interviste, le brevi dissertazioni e analisi nel nuovo numero di terra cognita affrontano le numerose sfaccettature dell’appartenenza. Qui di seguito alcuni esempi.

Categorizzazioni e appartenenze che evolvono

«Chi sei e da dove vieni?»: secondo Joelle Kuntz, in una società sempre più eterogenea questa domanda acquista un peso crescente, soprattutto per chi si attribuisce il potere definitorio di fissare categorie di identità. «Non chiedete più l’origine di una persona!», afferma quindi Boris Previšić nella sua arringa contro le tendenze nazionalistiche. Anche Semih Yavsaner, alias Müslüm, alza la voce contro le categorizzazioni: «Pensare in bianco o nero non fa parte dello scenario futuro, né di quello presente, al limite di quello passato».

I concetti di patria e appartenenza

Indagando le varie dimensioni del concetto di «patria», Walter Leimgruber fa notare come, pensando agli anni spensierati dell’infanzia, la patria non venga intesa solo in senso geografico e sociale, ma anche temporale.

«Dobbiamo aver chiaro chi siamo», dice Tim Guldimann, che fa politica in Consiglio nazionale come Svizzero all’estero. La sua affermazione si riferisce al fatto che la realtà vissuta non corrisponde più da tempo al concetto di nazione Svizzera. E proprio questo, secondo lui, richiede un confronto diverso con l’appartenenza.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 09.03.2017

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