La «citoyenneté» si impara

Comunicati, CFM, 24.06.2015

Nel quadro della promozione dell’integrazione, la Commissione federale della migrazione sostiene dei progetti che favoriscono la citoyenneté. I circa 140 partecipanti alla giornata di pratica sul tema svoltasi al Municipio di Berna hanno avuto modo di scambiarsi le rispettive vedute per quanto riguarda i contenuti di questi progetti e i modi possibili d’incoraggiare tutti, anche chi non ha il diritto di voto e di eleggibilità, a vivere la citoyenneté.

Citoyenneté: che cosa si cela dietro questo termine francese? La citoyenneté significa in primis partecipazione politica. Abbraccia però anche altre forme di partecipazione e di impegno a favore della società. Pertanto, un progetto volto a promuovere la citoyenneté deve mirare a coinvolgere in maniera durevole nella vita pubblica gruppi quanto più possibile vasti della popolazione. Catherine Neveu, responsabile delle ricerche presso l’istituto interdisciplinare di antropologia contemporanea di Parigi, da 26 anni si dedica al tema della citoyenneté. Durante il suo discorso di apertura della giornata di pratica ha sottolineato come la citoyenneté sia una realtà che cresce e si costruisce, «un cantiere permanente», insomma. E, cosa molto importante per i 140 partecipanti all’incontro, «la citoyenneté si impara.» Proprio in quest’ottica, i partecipanti si sono quindi suddivisi in gruppetti per discutere le rispettive esperienze, aspettative e idee più o meno concrete per nuovi progetti. Nel suo breve discorso conclusivo, il presidente della CFM Walter Leimgruber ha ringraziato i partecipanti per l’impegno profuso e per le intense discussioni. La CFM attende ora con interesse i nuovi progetti sul tema, per i quali possono essere sottoposte da subito alla commissione pertinenti richieste di finanziamento.

Dal 2008 a questa parte, la CFM ha sostenuto circa una sessantina di progetti nell’ambito del Programma Citoyenneté. Tutti, in vario modo, hanno consentito di individuare e aprire nuove possibilità di partecipazione per gli stranieri. Basandosi sulle esperienze maturate sinora, la CFM ha definito quattro aspetti per la terza fase del programma, ossia: informazione, concertazione, co-elaborazione e codecisione; aspetti che i nuovi progetti dovranno considerare, se possibile integralmente.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 24.06.2015

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