La CFM plaude al programma d’accoglienza umanitaria

Comunicati, CFM, 15.06.2015

Nell’anno in corso e nei prossimi due anni la Svizzera accoglierà 3000 persone bisognose di protezione vittime del conflitto armato in Siria. In questo contesto 2000 persone saranno reinsediate e 1000 beneficeranno di un visto umanitario che consentirà loro di entrare in Svizzera e ottenervi una protezione temporanea. La Commissione federale della migrazione (CFM) plaude a questo programma d’accoglienza umanitario grazie al quale alcune migliaia di persone potranno venire in Europa senza incorrere in pericoli.

Nel 2015 la CFM ha posto un focus particolare sulla protezione degli sfollati e ha formulato alcune raccomandazioni al riguardo. Una di esse riguarda il visto umanitario e propone «di sfruttare meglio questo strumento per la protezione delle persone in grave pericolo». Nel quadro del programma umanitario in corso, tutte le persone che già si trovano in Svizzera possono farsi raggiungere in modo sicuro dai membri del loro nucleo familiare. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) prevede che saranno depositate circa un migliaio di domande in tal senso. Le persone oggetto del programma otterranno una protezione provvisoria o addirittura lo statuto di rifugiati. Di qui al 2017 la Svizzera dovrebbe accogliere altre 2000 persone tramite una procedura ordinaria di reinsediamento.

Il presidente della CFM Walter Leimgruber è convinto che il programma elvetico sia la reazione giusta a fronte della situazione odierna sul fronte dei rifugiati: «3000 persone potranno venire in Europa in modo sicuro, senza dover affidare le proprie sorti a passatori e a imbarcazioni precarie.» Reinsediamento e visti agevolati sono, al momento, le uniche soluzioni possibili. La CFM plaude anche agli altri provvedimenti prospettati dalla SEM: un nuovo programma d’aiuto per il Corno d’Africa e, se possibile, la partecipazione a un programma dell’UE che prevede una nuova ripartizione dei circa 40 000 richiedenti l’asilo che al momento si trovano in Italia e in Grecia. «È un’azione di cui vi è urgente bisogno in vista di una ripartizione più equa dei richiedenti», chiosa Walter Leimgruber.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 15.06.2015

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