Non mescoliamo politica d’ammissione e protezione ai rifugiati!

Comunicati, CFM, 19.05.2015

La Commissione federale della migrazione CFM lancia un monito contro il contingentamento dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente. Esso rappresenterebbe infatti un’inammissibile commistione tra politica d’ammissione e protezione concessa ai profughi e ai perseguitati. Alla sua conferenza stampa annuale, la Commissione ha altresì sostenuto che la Svizzera può fare di più per contribuire a risolvere la problematica attuale riguardante i rifugiati.

Barconi stracolmi che prendono il mare sebbene non idonei alla navigazione, migliaia di rifugiati annegati e chiave di riparto europea sono all’ordine del giorno nei media. Da qualche mese la problematica della protezione ai rifugiati occupa maggiormente anche la CFM. Lo scorso dicembre la Commissione ha pubblicato un rapporto circostanziato sulla situazione degli sfollati nel mondo. A fronte dei drammi che hanno coinvolto migliaia di rifugiati sul Mediterraneo, la CFM ricorda che la politica internazionale in materia di rifugiati necessita di riforme urgenti. Occorre proteggere i rifugiati e i perseguitati anche durante la fuga e non soltanto una volta sopravvissuti alle pericolose traversate. Oggi la Svizzera potrebbe partecipare maggiormente alle attività di salvataggio in mare e ad altre misure di protezione nelle immediate vicinanze delle regioni in conflitto. Occorre altresì intensificare gli sforzi in vista di una politica d’asilo europea che veda la partecipazione di tutti gli Stati.

Per i rifugiati e i perseguitati contano però anche le condizioni di vita nello Stato in cui trovano asilo o protezione provvisoria. Qui la CFM vede un pericolo. Alla sua seduta plenaria della fine di aprile, ha adottato una presa di posizione riguardante la revisione della legge federale sugli stranieri in vista dell’attuazione del nuovo articolo 121a della Costituzione federale. Il disegno di legge sottoposto a consultazione prevede di contingentare il numero di rifugiati e di persone ammesse provvisoriamente. La CFM definisce la proposta un’inammissibile commistione tra politica d’ammissione e protezione concessa ai rifugiati e alle persone minacciate di persecuzione. Si oppone peraltro anche al contingentamento delle ammissioni nel quadro del ricongiungimento familiare delle persone ammesse provvisoriamente.

La revisione parziale della legge sugli stranieri prevede anche nuove norme riguardanti il permesso di domicilio. In questo contesto, la CFM propone di ridurre a cinque anni il termine d’attesa per il rilascio del permesso di domicilio. Il diritto vigente prevede già la possibilità di sollecitare tale permesso dopo soli cinque anni di dimora se lo straniero si è ben integrato nella realtà svizzera. L’adeguamento del termine ordinario di dieci anni s’impone giacché, conformemente alla nuova legge sulla cittadinanza, dopo dieci anni di dimora sarà possibile richiedere la naturalizzazione.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 19.05.2015

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